«Mediterraneo»
Me, di terra, ne ho! (abbastanza)

Se ò capito bene il tema di cuest'anno, è il Mediterraneo. Io penso che si potrebbe dire delle cose intelligientissime intorno alle kulture, i popoli, le religioni, la kucina, la musica... non solo il mare ma tutto quanto unisce e/o divide Spagna, Francia, Italia, Ex Yugoslavia, Albania, Grecia, Turchia, Siria, Libano, Israele, Egitto, Libia, Algeria, Marocco. Tutto questo per dire che so bene cos'é il Mediterraneo e conosco anche la geografia in senso orario. Ma è più forte di me. La parola Mediterraneo, come del resto parola Apocalipse Now, o la parola Casablanca, mi ricordano più il cinema che la geografia. E non posso non fare a meno di non ricordarmi di un'esperienza non solo scolastica, non solo propedeutica, non solo cinematografica, non solo skuola di vita e cuantaltro che hebbi la fortuna di intraprendere qualche anno fà proprio nel mezzo del Mediterraneo (inteso come mare). E mi è servita, cazzo!, se mi è servita. Mi è rimasto ancora, lo devo ammettere persino a me stesso, qualche dubbio grammaticale, tipo se mediterraneo si scriva MAIUSCOLO e/o minuscolo. Mah!, il tempo coprirà con la sabbia della sua clessidra questo dubbio atavico lasciato a quocersi al sole della nostra incolpevole e inconsapevole e immarciescibile ignoranza. (Queste sono tutta una serie di licenze poetiche). Ma entriamo nel vivo del ricordo come corpo morto cade. (Questa era una similitudine imprestata dal Dante) Svolgimento Intanto diciamo subito che sono contento che la squola che abbiamo eseguito era all'aperto. Io, che di cognome faccio Bisio, ero addirittura quarto. Prima di io c'era l'ABAtantuono, l'ALBerti e il BIGagli. Questo produceva che se si fosse interrogato in ordine alfabetico non sarei mai il primo. Ma così non era. Si interrogava per ordine di alzata di mano. E allora ero ultimo. Il primo era sempre il Cederna che sapeva molte cose perché proveniva da una famiglia di benestanti. Parlo all'imperfetto perché ormai la squola è finita da cinque anni e ci hanno anche dato un premio gli americani. Bontà loro. Non si facevano neanche delle gite di fine anno primo perché la squola durò due mesi, secondo perché eravamo praticamente al mare (Mediterraneo, n.d.a.) e di fare una gita in una città col smog e la polluzione diurna nessuno c'aveva voglia. Io ero uno dei più bravi in italiano anche perché molti degli altri erano grechi. Mi ricordo molto il Catania e l'Alberti che eravamo insieme fin dall'asilo. Uno studiava tanto e rendeva poco, l'altro studiava tanto e basta. Il più zuzzerellone di tutti era l'Abatantuono che è di quelli che studiano poco perché gli piace di più giocare al pallone. Solo che lui non sapeva neanche giocare al pallone. Se lo sa che gli dico queste cose di lui mi ammazza. Non perché sia violento, ma perché non vuole che si dicano certe cose. Il Bigagli è forte. Non gli daresti mille lire. Ma neanchio gliele darei. E di fatti nessuno gliel'ha mai date, però quando un giorno s'arrabbierà e se le prenderà, le mille lire, avreste capito cosa ho voluto dire. Il Dini e Il Mirandola (devo aprire un' apparentesi. Metto sempre l'articolo indicativo prima del nome non perché sono famosi come il Masaccio, ma semmai perché io sono lombardo). Loro due, dicevo, si facevano chiamare "Fratelli Munaron" e facevano finta di parlare il veneto. Non l'ho mai capito il perché. Il Conti si chiamava Ugo e anche adesso che l'ho rivisto non è cambiato. Si chiama sempre Ugo e tiene al Milan. Infine bisognerebbe spendere una parola per il maestro. Si chiamava Salvatore's (e anche se il cognome è un genitivo sassone, lui è nato a Napoli, da cui ha preso la scaltrezza in senso buono) e è difficile trovare gli aggettivi giusti su di lui, ma anche gli avverbi, perché se li sbagli egli potrebbe rivalersene contro un domani. Io viceversa spero ardentemente di trovarmi ancora in classe con lui, anche perché lui è bello, simpatico, intelligente, ricco, avvinghiante, seducente, solare e lunare, interrogativo e esclamativo, introspettivo e retrospettivo. Grazie Salvatore's. P.S. Prima di finire volevo spendere una parola (che costa più di un fiore, ma meno di un bacio! Questa è mia, giuro.) su una ragazza greca di nome Vassilissa. O Vassylissa. O Vassiljssa. Non saprei, perché non l'ho mai vista scritta. Però l'ho vista in costume da bagno. E tanto mi basta.