«Gli odioti»
di Flaubert, Mondadori ed.

Gli odioti

L’ultimo romanzo di Flaubert, che non è neanche riuscito a finire, è la storia di un'amicizia. Un'amicizia un po' pazza come tutte le amicizie, tra due copisti parigini. Uno, Bouvard, vedovo e senza figli; l'altro, Pécuchet, scapolo e, scopriremo poi, addirittura "pulzello". Si incontrano per caso, in età già matura, e scoprono di avere, oltre allo stesso mestiere, tanti altri interessi in comune, tra cui il sogno di andare a vivere in campagna. L'eredità inaspettata di uno e la liquidazione dell'altro permettono di realizzare questo sogno. Andranno a stare in Bretagna, con parecchi ettari di terreno da coltivare, una fattoria, un orto... E qui cominciano le loro "disavventure". Si dedicano ai loro terreni, studiano trattati di agronomia, poi di orticoltura, di floricoltura: tutto fallirà. Allora si occupano di medicina, studiano il corpo umano e vanno in giro a dare ricette, consigli, attirandosi l'odio del dottore del paese. Poi è la volta dell'astronomia, quindi della geologia, dell'archeologia, infine della politica (sono gli anni della Terza Repubblica, in poco tempo tornerà la Restaurazione). Loro parteggiano per i "rivoluzionari", inimicandosi così il conte, il parroco e altre personalità del paese. Poi cedono la fattoria in gestione (il capitale iniziale si assottiglia a ogni nuova attività) e si dedicano alla letteratura, quindi alla sociologia, alla metafisica. In un momento di sconforto meditano persino il suicidio ma... è la notte di Natale, hanno come una visione, e allora, ecco la crisi mistica. Si convertono. Vanno in chiesa infervorati più degli altri... Infine decideranno di intraprendere l'unica attività che conoscono veramente: quella di copista. Si faranno costruire una doppia scrivania e finalmente troveranno la pace (?). Insomma, i nostri protagonisti sono due splendidi idioti che rappresentano bene quella smania di sapere tutto, quella cultura enciclopedica che porta a pressapochismi, superficialità e, appunto, sublimi idiozie. L'edizione Mondadori che ho letto è seguita dal Dizionario dei luoghi comuni, Catalogo delle idee chic, Sciocchezzaio che avrebbero dovuto costituire la seconda parte dell'opera. Sono molto interessanti per capire quell'epoca... e forse anche la nostra.