«Il più grande uomo scimmia del Pleistocene»
Roy Lewis, Adelphi, 1992

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Alcuni lo hanno definito un libro di fantascienza. A ritroso. Per altri è quasi un trattato di antropologia. Forse più semplicemente Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Roy Lewis è un libro molto divertente che narra del trapassato remoto, con un occhio al presente e un orecchio al futuro.
Edward, il protagonista, è un curioso, uno che precorre i tempi, uno sperimentatore. È lui che scopre il fuoco, o meglio riuscirà a mantenerlo vivo, di tizzone in tizzone. Procurando anche grandi disastri. Ed è sempre lui che inventa l'arte figurativa, disegnando sulle pareti delle caverne animali e uomini a caccia.
Ha l'intuizione che per lo sviluppo della specie è più sano cercare le proprie compagne tra altre famiglie e non continuare ad accoppiarsi tra consimili. Non è geloso delle sue scoperte ed è convinto che l'umanità progredirà solo se tutti condivideranno il progresso e beneficeranno dei vantaggi da questo procurati.
Non tutti la pensano così, all'interno della sua stessa famiglia-tribù. Ad esempio lo zio Vania, riottoso a qualsiasi innovazione troppo radicale, ogni due per tre torna ad arrampicarsi sulle piante quasi a voler fermare l'evoluzione...
Il nostro eroe finirà poi vittima delle sue stesse invenzioni. La caccia, ad esempio, aveva sempre previsto l'uso di una lancia e dell'uomo che correndo doveva tirarla verso l'animale e colpirlo. Edward inventa l'arco e le frecce. Ma questo è troppo persino per i suoi figli, i quali intuiscono che se tutta l'umanità possedesse quell'arma, sarebbe la fine... E così, durante un'esercitazione, un incidente… e il nostro Edward muore trafitto dalla sua stessa freccia scagliata da uno dei suoi figli. Verrà mangiato, dopo esser stato cucinato perbenino, come avrebbe voluto lui stesso. Ecco così inventato anche il parricidio e l'antropofagia.
In sintesi, diciamo che Edward e i suoi scoprirono alcune delle cose più pericolose su cui la specie umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la freccia, il matrimonio e così via.