Benvenuto Presidente!
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E se fosse Bisio il prossimo presidente?

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Data
12 aprile 2013
Firma
Anna Fraschetti
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L'attore, reduce dal successo di ‘Benvenuto Presidente!’ , ricorda come è iniziata la sua ‘avventura’ i panni del naif Giuseppe Garibaldi che incredibilmente raggiunge la massima carica politica. “Il più dubbioso ero io. Anche se sapevo di possedere la comicità e la follia del mio personaggio- racconta-, temevo di non essere in grado di avere la statura per poter abitare quegli ambienti...”. Dà poi qualche anticipazione su ‘La gente che sta bene’ la nuova commedia che girerà per Rai Cinema: “Sarò l’avvocato Sobreroni, un top manager cinico e antipatico”

 

Claudio Bisio arriva di buon mattino a Palazzo Vecchio, a Firenze, dove sono in corso gli Screenings Rai, l'incontro con i buyer internazionali, e dove sport fiction e cinema sono protagonisti. I lavori - "Chiacchiere da set" con produttori, registi, sceneggiatori e attori a confronto sui grandi quesiti del cinema italiano oggi - cominciano al Teatro del Sale solo alle 11, ma Bisio è già "su piazza " per le interviste e i collegamenti con le trasmissioni del mattino. Lo incontriamo per parlare dell'attualità del suo ultimo film e dei progetti futuri sempre in casa Rai, ma anche del suo essere insieme attore, cabarettista, conduttore televisivo, un po' scrittore e un pizzico musicista. Lo accompagna l'amico e produttore Paolo Del Brocco, a.d. di Rai Cinema. C'è un bel feeling fra loro, a volte sembrano l'uno la spalla dell'altro. “Parliamo di ‘Benvenuto Presidente!’: è sul podio dei più visti da quando è uscito nelle sale e nella top ten dei maggiori incassi della stagione...”, sollecita Del Brocco. E allora parliamo del film, e di Peppino Garibaldi, che diventa Presidente della Repubblica Italiana per caso, perché quelli che devono eleggere il nuovo, e che non si mettono d'accordo, tirano fuori dalle pagine di storia un nome a casaccio, tanto per riempire un'altra giornata di stallo totale. Peccato che Giuseppe Garibaldi esista davvero, non sia un politico ma un disoccupato, un montanaro con l'hobby della pesca.

Lo stallo istituzionale, la buona e la cattiva politica. Bisio, un film premonitore?

Senza volerlo sì, o forse inconsciamente anche volendolo, nel senso che questa sceneggiatura è stata scritta più di due anni fa, compreso il finale -ormai lo possiamo dire, tanto il film è uscito- in cui mi si propone di fare il Papa. Qualcuno ha detto "ma quella scena l'avete scritta una settimana fa, l'avete girata stamattina...". No, solo grande lungimiranza dello sceneggiatore Bonifacci e di chi ha creduto da subito in questo progetto. Il più dubbioso ero io, la comicità e la follia del personaggio so di averla, ma temevo di non essere in grado di avere la statura per poter abitare quegli ambienti. Certo, è un film molto iperrealistico.

Qualcuno dice anche un po' grillino.

Chi dice pro movimento 5 stelle, chi anti. Forse, tutte e due le cose.

Peppino ad un certo punto si dimezza lo stipendio, prima che lo facessero Boldrini e Grasso, che poi grillini non sono, e prima che lo dicesse Grillo. Ospita dei poveri al Quirinale (ho letto in questi giorni che c'è un presidente, non so in quale parte del mondo, che ospita dei senzatetto nella sua casa), si rifiuta di raccomandare il proprio figlio... Insomma, la pulizia e l'onestà non sono copyright di Beppe Grillo soltanto, mi auguro. Il fatto che trovi, abbandonate in una cantina del Quirinale, delle proposte di leggi della società civile pare sia vero, ci sono davvero proposte simili.

“La cosa fantastica - aggiunge  Del Brocco - è che in una prima stesura del soggetto e della sceneggiatura c'era anche il fatto che il presidente nominava dei saggi...”. Saggi - riprende Bisio - che abbiamo tolto perché ci sembrava di esagerare. C'era una scena in cui Peppino quasi esautorava il Parlamento: basta, dice, io nomino dieci saggi per fare le cose che non riuscite a fare voi. No, abbiam detto, non scherziamo, così è troppo!

Il presidente Garibaldi è un personaggio simpatico e naif. Le somiglia un po'?

Quell'aspetto buffonesco, un po' ce l'ho. Certe gestualità di Peppino, lo sceneggiatore e il regista Riccardo Milani le hanno prese da me, dalla mia vita. Il voler far gli scherzi per allegria è una cosa che mi appartiene molto. L'idea della storia no, quella è qualcosa di diverso.

Dopo tanta televisione, ora tanto cinema. Ma è sul palco che cerca di dare il meglio di sé...

Forse sì, a me piace l'atmosfera del palco. Anche nel caso della mia partecipazione a Sanremo, mi fu chiesto da Fabio Fazio di andare, a prescindere dall'uscita del film, e accettai volentieri. Scrissi un pezzo con Michele Serra (il monologo sugli elettori impresentabili, che con ironia affrontava la questione del degrado morale, ndr) che non c'entrava niente con ‘Buongiorno presidente!’ eppure in qualche modo era in linea con lo spirito del film. In quei pochi minuti di spettacolo, lo confesso, mi è tornato l'appetito del palco, ho sentito l'adrenalina che ti scatena il live, il contatto con il pubblico. Naturalmente anche in quel caso, mi sono preparato molto: per quel quarto d'ora che ho fatto in diretta, ci ho lavorato tre settimane, cambiando, limando.

Alloro è vero quello che si dice, che a dispetto della comicità lei sia molto pignolo, quasi al limite del maniacale sul lavoro?

Chi lo dice, amici o nemici? Lei, lui, l'amica dell'amico, sa quel gioco che bisogna scoprire chi l'ha detto... Però forse è vero che sono un po' maniaco nelle scelte: la preparazione di un testo, la ricerca di un'idea, di un soggetto. Dico sempre, e Del Brocco che è qui mi è testimone, che per avere il massimo è sempre meglio aspettare un mese in più a girare un film, avere una stesura in più di sceneggiatura che correre e non avere un risultato vero.

Televisione, cinema, musica. Un tempo ne faceva, ora che posto ha la musica nella sua vita?

Come spettatore e ascoltatore moltissima. Come autore di musica ho fatto un disco e suonavo con

Rocco Tanica, un bel connubio con lui, ma parliamo di una vita fa. Nei miei spettacoli c'è sempre tanta musica dal vivo. Il cinema adesso mi sta portando via delle energie, in qualche modo mi ha distratto da un progetto che nutro da tempo con un musicista come Paolino Jannacci, uno spettacolo di teatro-canzone che sto rimandando di mese in mese. Prima o poi lo farò.

E i libri?

I libri sono quasi sempre legati alle cose che faccio in teatro, sono in genere delle raccolte di monologhi. L'ultimo l'ho scritto con mia moglie, "Doppio misto. Autobiografia di coppia non autorizzata", botta e risposta tra moglie e marito che si scrivono. Un dialogo a distanza tipo

quelli memorabili tra Rina Morelli e Paolo Stoppa inventati per Granvarietà, "Caro Eleuterio e Sempremia", sui rapporti di coppia, divertenti naturalmente. Ora è un po' che non scrivo.

"Glielo commissioniamo noi, come Rai un libro adesso -propone Paolo Del Brocco- proprio perché cosi lo impegniamo tanto e non lo facciamo tornare dall'altra parte, dal nostro competitor. Cerchiamo di tenercelo qua. Intanto stanno per cominciare le riprese del nuovo film“.

Bisio, ce lo può raccontare in anteprima?

E’un film con la regia di Francesco Patierno, "La gente che sta bene", da un romanzo di Federico Baccomo, giovanissimo milanese ex avvocato, ambientato proprio nel mondo degli studi legali che si occupano di grandi affari, quelli che acquisiscono società. Il titolo è esattamente il contrario di quello che accade. E’ sempre una commedia, è un film comico anche questo, ma è la prima volta che interpreto un personaggio così diverso da Peppino e da altri che ho fatto e che non mi somiglia per niente. E’ un  top manager, l'avvocato Sobreroni, un antipatico, un cinico vero, sulla falsariga di quelli interpretati da Sordi e Gassman in tanti classici della commedia all'italiana. A modo suo, farà sempre ridere. Pensi che nella prima scena licenzio un mio sottoposto. Nella seconda scena sono io, ad essere licenziato e malamente. Quindi, non è vero che la gente sta sempre bene, non è vero niente!