Benvenuto Presidente!
Donna Moderna

«Ai miei figli insegno la sincerità. E da loro imparo l'ingenuità»

Testata
Donna Moderna
Data
3 aprile 2013
Firma
Mattia Garzaniga
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Immagine dell'articolo su Donna Moderna
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Il segreto del successo di Claudio Bisio è essere un uomo qualunque. Detto così suona male, è vero, ma cerchiamo di leggerlo nella meno deteriore delle accezioni. Non c'è film da grandi incassi (basta Benvenuti al al Sud come esempio?), non c’è programma da picchi di share (basta Zelig Circus?), non c’è nulla insomma che allontani Bisio dall'essere percepito come l'amico che vorremmo avere, il padre che gli uomini vorrebbero essere, il marito che tante (io ne conosco a decine) vorrebbero accanto. Uomo qualunque Bisio lo è anche in Benvenuto Presidente! ora nelle sale.

Il film di Riccardo Milani inizia con i tre maggiori partiti italiani che, per sfuggire all’impasse parlamentare, decidono di eleggere il defunto Giuseppe Garibaldi come presidente della Repubblica. Peccato che un Giuseppe Garibaldi, alias Bisio, esista davvero: si fa chiamare Peppino, vive in montagna e da un giorno all’altro si trova catapultato al Quirinale.

L’idea del film è tua?"

«Mi piacerebbe risponderti di sì, ma non è così: è venuta tre anni fa al produttore Nicola Giuliano. Poi il regista Riccardo Milani e lo sceneggiatore Fabio Bonifacci hanno coinvolto me».

Siete stati profetici quanto Nanni Moretti coi suoi Caimani e i suoi Papi.

«Magari! E’ un grande complimento».

Di certo, però, il film sottolinea valori che alla politica di oggi sembrano sfuggiti: onestà, trasparenza, purezza.

«Peppino è un puro, un uomo incorrotto, un conforto per una classe dirigente troppo attenta ai propri interessi. E non parlo solo di politici».

Per te cosa vuol dire essere onesti?

«Non puntare sempre il dito contro gli altri, ma pensare a quello che facciamo noi, cominciando da apparenti banalità quotidiane: chiedere la fattura al dentista, non parcheggiare in seconda

fila..Tante cose che sembrano piccole ma che, se sommate, diventano corruzione generale».

Ai tuoi figli come insegni a essere onesti?

«Attraverso due lezioni fondamentali. La prima: riconoscere i propri errori e dire sempre la verità, anche quando sembra di poco conto. La seconda: non dare per scontato il benessere che hanno. Da padre mi piace avere la possibilità di offrirgli una vita serena ma è importante per loro non perdere mai di vista il valore delle cose. Io vengo da una famiglia umile, mia madre era una maestra elementare».

E tu da loro cosa impari, invece?

«A non perdere l’ingenuità, 1o stupore infantile di fronte alle cose. Oggi i miei figli sono adolescenti, e sono molto diversi fa loro, ma conservano la purezza dei bambini che erano».

Una domanda che di solito si fa alle donne: come si conciliano lavoro e famiglia?

« In realtà, quando sto via per molto tempo mi viene sempre un forte senso di colpa».

E tua moglie come vive il tuo lavoro?

«Sandra mi dice sempre che è peggio quando sono a casa ma ho ritmi più serrati, rispetto a quando sono via ma poi torno per dedicarmi solo a loro. E anch'io sento che è meglio non esserci, se non posso essere presente al 100 per cento. Forse il segreto e fare come Cincinnato: ogni tanto fermarsi e coltivare il proprio orto».

Qual è il tuo orto, anche in senso metaforico?

« Ho un orto vero, se così si può dire: un piccolo pezzo di terra in Toscana dove ho piantato degli ulivi. Mi diverte fare l’olio, poche bottiglie da regalare agli amici. Ovviamente l’olio di Bisio non poteva che chiamarsi Bisunto».