Benvenuto Presidente!
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Claudio Bisio Presidente della Repubblica Italiana

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Data
27 marzo 2013
Firma
Pierpaolo Festa
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L'attore mattatore di risate in «Benvenuto Presidente!»
Claudio Bisio frizzante più che mai, in una performance che sfodera mimica e tempi comici che strizzano l'occhio al Kevin Kline di «Dave – Presidente per un giorno». Sembra, infatti, che i realizzatori di «Benvenuto presidente!» abbiano ripassato a fondo la pellicola di Ivan Reitman, assicurandosi di portarla al passo con i tempi della politica italiana.

Scritto da Fabio Bonifacci, ormai sceneggiatore di punta delle commedie di successo nostrane, il film funziona sia per la verve comica al galoppo di Bisio – ormai a suo agio nel ruolo di persona ordinaria in circostanze straordinarie – che come farsa. Riccardo Milani, infatti, tiene bene a mente la situazione vacua dello Stato italiano: le risate messe in scena dal regista celano una critica forte, ma anche un grande amore per il suo Paese. «C'è una dimensione popolare raccontata nel film – afferma il regista - mostriamo famiglie di persone perbene che però hanno una distrazione di fondo. Una distanza con le cose che dovrebbero appartenergli e spesso una totale abitudine al non rispetto delle regole. Raccontare un Paese così non è proprio una ventata di ottimismo».

È questo mix l'elemento più convincente del film. E Milani alza la posta in gioco provando – seppure con toni leggeri – a fare qualcosa di inedito: smette per un momento di puntare il dito contro chi riempie le sale del potere deviandolo verso chi invece sta a osservare tutto dal piccolo schermo. Dunque puntandolo sullo stesso popolo italiano. Rimangono poche forzature di commedia che colpiscono soprattutto il personaggio della simpatica Kasia Smutniak. Basta, però, la sequenza con Bisio alla guida dei bersaglieri per garantire le risate.

Curiosa la mossa del produttore Nicola Giuliano di Indigo Film, che dopo tanti film dai toni più seri (le pellicole di Sorrentino e «Il gioiellino») vira sulla commedia, di cui ci aveva già dato un assaggio con l'ottimo «La kryptonite nella borsa». È stato lui stesso a scrivere il soggetto del film, quello che in America si definisce «crowd pleaser» e cioè una pellicola per il grande pubblico che lascia gli spettatori con un sorriso in faccia una volta usciti dalla sala.