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Il Giornale

Bisio, un Presidente da cui imparare

Testata
Il Giornale
Data
21 marzo 2013
Firma
Massimo Bertarelli
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Gustosissima, spiritosa commedia, che piomba come il cacio sui maccheroni sull'Italietta gonfia di rabbia antipolitica. Un film cugino di secondo grado di Mister Smith va a Washington e di Oltre il giardino, che cavalca, quasi inconsapevolmente (il copione è di tre anni prima), il disgusto del popolo elettore. Un po' di demagogia nel finale non guasta quanto seminato nell'esemplare prima parte, davvero esilarante. Un doppio bravo dunque a Fabio Bonifacci, che l'ha scritta, e a Riccardo Milani, che l'ha diretta. Dunque, il Parlamento, in pieno disaccordo, elegge al Quirinale, per pura provocazione, Giuseppe Garibaldi. Il fatto è che l'eletto esiste davvero, è un bibliotecario precario e accanito pescatore (lo spassoso Claudio Bisio) di un imprecisato paesino di montagna (in realtà Cesana Canavese, sotto Sestriere). Così tre compunti deputati (Giuseppe Fiorello, Massimo Popolizio e Cesare Bocci), salgono da Roma fin lassù per prelevare l'ornino,  con il proposito di insediarlo sul prestigioso scranno e poi farlo subito dimettere. Peccato che il candido neo Presidente della Repubblica, imparata l'abc dell'etichetta dalla sussiegosa vice segretaria generale Janis Clementi (Kasia Smutniak), ci ripensi. Lasciando tutti con un palmo di naso. Il resto, anche se si può intuire, non si deve raccontare. Dialoghi brillanti, attori in gran forma, dall'addetto alla comunicazione Remo Girone al segretario generale Omero Antonutti, ai quattro incredibilmente seri rappresentanti dei Poteri Forti: Avati, Wertmuller, Rondolino e Della Casa. Una curiosità: gli esterni, chiaramente, sono del Quirinale, gli interni,  invece, del magnifico Palazzo reale di Venaria Reale, nella cintura torinese. Facile previsione: sarà boom al botteghino.