Benvenuto Presidente!
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Bisio sale al Colle Al potere la spontaneità

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Data
14 marzo 2013
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In arrivo un film tra la commedia e la realtà
In «Benvenuto presidente!» è un patito della pesca di nome Giuseppe Garibaldi. Eletto, prova a cambiare le cose. Ma...

Neppure un presidente della Repubblica occasionale e molto naif, addirittura un omonimo di Giuseppe Garibaldi (Claudio Bisio), che potrebbe ricordare un grillino, può salvare l'Italia di oggi e la sua corruzione. Perché il nostro Paese che esce dal film di Riccardo Milani, di una contemporaneità inquietante - Benvenuto presidente!, nelle sale dal 21 marzo in 400 copie distribuite da 01 - sembra non avere troppe speranze. IL FATTO È che Peppino (così è soprannominato Giuseppe Garibaldi), che vive in un paesino di montagna, ama la pesca ed è appena stato licenziato dalla biblioteca comunale e a causa di una perversa combine dei politici viene eletto presidente della Repubblica Italiana. E siccome quel nome, che doveva essere solo una provocazione, esiste davvero, viene prelevato dal suo paesino e affidato alle cure della bella Janis Clementi (Kasia Smutniak), vice segretario generale della Presidenza della Repubblica, che cerca in tutti i modi di dare ordine al confusionario e improvvisato presidente. Ora i primi atti di Peppino sono tutti nel segno dell'antipolitica. Dà i suoi soldi ai poveri, ospita i barboni al Quirinale. E così di fronte a un opinione pubblica che comincia ad amarlo, la politica corrotta, rappresentata da un trio di parlamentari che ammiccano a dei personaggi veri, fa di tutto per infangare la sua immagine sui media. Ma non c'è niente da fare, Peppino è così spontaneo da salire in popolarità al 75 per cento. Ma quando si ritrova davvero a mettere le mani sulla moralizzazione della società civile e della politica si deve arrendere, tanto da doversi dimettere. Nel suo ultimo discorso in tv rivolto agli amati cittadini dice: «Voi non siete diversi dai politici che definite corrotti, avete anche voi mille piccole colpe». «La sua è come una dimissione dalla furbizia», ha spiegato il regista in una conferenza stampa in cui si è più volte fatto riferimento ai grillini. «La politica serve spesso a coprire le responsabilità personali. L'antipolitica insomma la respiro da bambino. Siamo in un Paese diviso in due. C'è chi fa politica in modo nobile e chi no. I partiti non sono tutti uguali e non tutto il marcio sta in parlamento. Questa è una commedia leggera come una piuma». GRILLINI? «È vero, tra i grillini ci sono facce nuove. Ci sono infermiere, insegnanti, ma non mi sono ispirato a loro, non esistevano neanche quando abbiamo iniziato il film tre anni fa», dice Claudio Bisio. Piuttosto, continua il comico, «quando ho accettato avevo un po' paura nel fare un presidente, stare in una commedia che toccava il Quirinale. Quando poi Napolitano ha indicato Monti ci siamo ritrovati tutti un po' spiazzati. Ci siamo sentiti come superati dalla realtà, ma la nostra è solo una favola, un film iperrealistico». E ancora Bisio sul presidente della Repubblica Napolitano: «Secondo me ci vorrebbe un Peppino al Quirinale e lo stesso Napolitano ha fatto alcune cose degne del mio personaggio, sarebbe bello se venisse confermato». Nel cast del film di Riccardo Milani anche Cesare Bocci (politico bello), Giuseppe Fiorello (politico con pizzetto), Massimo Popolizio (politico ruspante) e ancora Gianni Cavina (Fausto) e Piera Degli Esposti (madre di Janis).