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Gazzetta dello Sport

Il prof Bisio “Farvi ridere è faticoso.Meglio salire al Colle...”

L'attore fa una lezione all'università: parla della carriera

Testata
Gazzetta dello Sport
Data
9 marzo 2013
Firma
DANIELE VAIRA
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Il premio Oscar Gabriele Salvatores parla di lui come un «bambino creativo che riesce a essere razionale». Il registaFausto Brizzi dice che è uno "sfascione", «Un talento, che però spacca tutto». Per altri è un «one man show», mentre per una sigla beffarda di Zelig è un«simpatico umorista». A far capire chi è realmente, Claudio BISIO ci mette tre secondi. Il tempo di sbucare dal corridoio dell'aula magna dello Iulm e di mandare in panico i tecnici che stanno per filmare l'incontro con gli studenti, trasmesso domenica 17 su Sky Cinema l HD (alle 23). «SÌ, sì, ho distrutto il protocollo, ma poi prometto di fare l'entrata ufficiale». Scatta l'applauso. Parla a mitraglietta, sbeffeggia gli studenti, se ne va, torna e sale sul palco e finalmente si siede. «Come mi definisco? All'inizio mi dava fastidio essere definito comico. "Sono un attore del Piccolo Teatro che se vuole può far ridere", pensavo, ma poi ho capito». E spiega il pensiero: «Mi piace far ridere la gente perché è più difficile: l'ironia deve passare per il cervello, mentre il dramma è più superficiale». Bisio si agita, gesticola e si ritrova perfino una chitarra in mano per ri­proporre Rapput, la hit che negli Anni '90 lo aveva visto scalare le classifiche. Pochi minuti dopo prende una racchetta da tennis per dimostrare che non è uno sportivo scarso. Peccato che la rompa contro il divanetto. Sfascione, appunto. Trasformista. Soprattutto al cinema, dove dopo aver sbancato i botteghini con Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, torna nelle sale con il nuovo film, Benvenuto Presidente (in uscita il 21 marzo) nei panni di un montanaro amante della pesca che si ritrova Presidente della Repubblica per uno sbaglio dei partiti. Ad aiutarlo ci sarà Kasia Smutniak: «La storia sembra scritta ieri, ma ci lavoriamo da tre anni». E non manca un frecciatina sull'attualità: «Fare il politico deve diventare una rottura, non essere un privilegio. Le buche in strada non hanno padrone e bisogna occuparsi anche di quelle...».

l ricordi Ma quello che viene fuori dal Bisio professore è anche il ricordo di un ragazzo che negli Anni '70, durante l'occupazione dell'istituto che frequentava a Milano, ebbe una folgorazione. E le ragazze non c'entravano ancora: «Dario Fo venne a fare Mistero Buffo. Mi sono subito innamorato del teatro, è stato un colpo di fulmine». E poi un aneddoto mai raccontato: «Nel 1974 partecipai ad uno spettacolo in cui appariva un seno nudo. All'epoca tali scene dal vivo erano vietate ai minorenni. Peccato che io avessi 17 anni, in pratica ero vietato a me stesso».