Ernest & Celestine
Coming Soon

Claudio Bisio e Daniel Pennac ci raccontano Ernest & Celestine

Testata
Coming Soon
Data
14 dicembre 2012
Firma
Mauro Donzelli
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Un Paese solo cerca di competere contro i grandi film d’animazione degli studios hollywoodiani, contando su una grande tradizione fumettistica e di storie animate. Parliamo naturalmente della Francia, da cui proviene Ernest & Celestine, film per ragazzi del prossimo Natale della Sacher di Nanni Moretti. La storia della amicizia fra un orso e una topolina avversata dai pregiudizi sociali sarà nelle sale dal 20 dicembre. Nella cornice di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia, sono venuti per presentarlo alla stampa il doppiatore Claudio Bisio e soprattutto lo sceneggiatore Daniel Pennac, scrittore molto amato anche da noi, che così racconta la genesi del progetto che lo ha stanato dalla solitudine dello scrittore:

 

“Nel 1983 la disegnatrice belga Monique Martin scrisse un libro che ho molto amato, che dava il via alla serie di libri illustrati su Ernest & Celestine. Per dieci anni ci siamo scritti scambiandoci commenti di ogni generi. Poi leì morì e dieci anni dopo Didier Brunner, il produttore di Appuntamento a Belleville e della serie di Kirikou, mi ha chiesto di scrivere una sceneggiatura a partire dai libri di Monique, che in Francia erano poco conosciuti.”

 

Pennac ha rielaborato in maniera personale il mondo incantato di Ernest e Celestine contrapponendolo alle inquietudini dei suoi romanzi. “Gli album erano piccoli momenti fra adulti e bambini, cose minuscole e quotidiane che ritraevano una relazione ideale fra adulto e bambino. Un po’ come quella che avevo con mia figlia, alla quale li leggevo. Io con la mia vestaglia e pantofole ero Ernest e lei era Celestine. Questo è l'universo degli album. Quel piccolo paradiso che ritrae solo certi momenti della giornata in cui la relazione funziona particolarmente bene. Volevo scrivere una storia che valorizzasse questo paradiso. Per farlo occorreva che uscissero a loro modo da un inferno. Lei è una topolina che non vuole diventare dentista, ma disegnare e dipingere, mentre i genitori dell’orso Ernest vogliono che diventi giudice, contro la sua volontà”.

 

Nel portare su grande schermo il fumetto Pennac ha cercato il contrasto, l’antagonista, che non ha per forza le fattezze di uno o più personaggi, ma anche della paura, che definisce "la passione della mia vita. Ho una passione per la paura. Tutto quello che ci accade di più terribile scaturisce dalla paura che ci circonda e gli agenti dell'orrore sono alcuni stronzi che non hanno paura di niente. Questi due aspetti della paura bastavano a farmi interessare a questa storia. Non voglio dare messaggi, ma dire ai bambini di essere loro stessi e di cercare di fare un lavoro coerente. Detesterei un film o un romanzo che possa essere riassunto solo attraverso un messaggio, non sarebbe più un'opera d'arte.”

 

Lo stile visivo di Ernest & Celestine è una delle cose che Pennac ha amato di più: “mi interessa il disegno, l'acquerello, al di là della sceneggiatura. È stato realizzato dal giovane disegnatore Benjamin Renner. È incredibilmente originale se si pensa all’universo sgargiante e ritmato dei film d'animazione tradizionali di adesso.”

 

Una strana coppia, si diceva. Infatti Pennac e Bisio dimostrano una familiarità sorprendente, si interrompono, si lanciano battute. Sono amici da molti anni, lo dice lo stesso Pennac che non risparmia complimenti in direzione dell’attore: “sono molto curioso di vedere come Claudio ha reso Ernest, è un mio amico e ho trovato la sua lettura de L'occhio del lupo, un mio romanzo per ragazzi, di una bellezza assoluta. Per ora ho visto solo un quarto d'ora della versione italiana, ma sono davvero molto curioso”.

 

Bisio ha portato a teatro due lavori dello scrittore francese, si dice un grande amante del suo immaginario: “Amo i suoi scritti, conosco quasi la sua opera omnia e in questo film ho ritrovato molto di quel mondo. Racconta di due razze diverse, topi e orsi, aspetto centrale nella saga multiculturale di Malaussène, che poi è il mondo di Daniel, che vive nella Belleville di oggi. Una favola, ma che racconta il mondo in cui viviamo. Noi abbiamo la Lega che esiste tutt'ora... credo possa fare molto bene ad un adulto vedere il film insieme ad un bambino.”

 

Un film molto personale per lo scrittore francese, che come detto leggeva alla figlia gli album di Gabrielle Vincent, questo lo pseudonimo con cui si firmò la belga Monique Martin. Stessa cosa la faceva il produttore la cui figlia, Pauline Brunner, presta la voce alla topolina Celestine, che in Italia è interpretata da Alba Rohrwacher. Pennac ha anche raccontato anche della lunga produzione tipica di un film d’animazione: “quando si fa un film del genere lo si vede a tappe. La prima volta è stata quando ho raccontato la storia ai disegnatori. Ho letto per due ore la sceneggiatura e vedevo che prendevano appunti senza dire nulla e con nessuna espressione sul viso. Alla fine sono andato un po’ preoccupato a vedere questi appunti scoprendo che questi allievi molto scrupolosi in realtà avevano ascoltato disegnando tutta la continuità del film in due ore. Era straordinario vedere la metamorfosi dello scritto in un disegno.

Poi a poco a poco ho visto le varie tappe del film, senza colonna sonora, poi con la musica e ora la versione italiana con il mio amico Claudio Bisio.”