Benvenuto Presidente!
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La politica è bella con Bisio precario che fa il Presidente

Testata
La Stampa.it
Data
23 novembre 2012
Firma
Fulvia Caprara
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Un montanaro disoccupato, animato da immarcescibile ottimismo, diventa, per sbaglio, Presidente della Repubblica Italiana e, improvvisamente, tutto quello che non ha mai funzionato funziona, tutto quello che non è mai stato fatto si realizza. Di questi tempi i riferimenti sono facili, vien subito da pensare a Beppe Grillo e a quella generale disaffezione dalla politica che sembra aver attecchito, come mai prima, nel tessuto della società italiana: «No - nega Claudio Bisio, protagonista di Benvenuto Presidente!, regia di Riccardo Milani -, il mio personaggio non è grillino. Grillo mi sembra furbo, questo, invece, è ingenuo, naif, uno che si rimbocca le maniche e a cui piace fare bene le cose».  

 

Eppure la fiaba ha un sapore d’attualità, perchè il neo-Capo di Stato è un ex-precario, perchè il film uscirà poco prima del cambio della guardia al Quirinale, perchè la voglia di dare una scossa in positivo alle istituzioni in crisi è un’innegabile realtà: «Il film sarà pronto prima che Napolitano si dimetta», dice Bisio, mentre il produttore Nicola Giuliano fa sapere che non c’è alcun intento di «cavalcare in maniera becera il diffuso sentimento di anti-politica. Il tono del racconto è da favola, il nostro Presidente incarna il buon senso, la fiducia, un significato non vendicativo della vita». Il regista Milani, che si è subito appassionato alla sceneggiatura scritta da Fabio Bonifacci, spiega che «il tentativo è fare un film che non si accordi all’anti-politica dominante. Sono convinto che quello della politica possa essere un bel mestiere, se si cerca di farlo nel modo migliore».  

 

Insomma, più si scava e più si ha l’impressione di parlare del reale, così, per convincersi che si tratta di una favola, è meglio concentrarsi sull’altra protagonista della storia, Kasia Smutniak, ovvero Janis, vice-segretario generale della Presidenza della Repubblica, con passato fricchettone e presente molto il linea con il necessario aplomb istituzionale: «Sono polacca e per di più cresciuta in una famiglia di militari dove sono sempre stata abituata a un certo rigore. Janis, in realtà, ha alle spalle un tipo di vita opposto a quello in cui si trova nel momento in cui si svolge la vicenda. L’idea geniale è proprio mettere due personaggi tanto diversi a confronto». 

 

Bisognava anche trovare un Quirinale, o qualcosa che gli assomigliasse molto, visto che gran parte del racconto è ambientato in quella sede: «Avevamo chiesto il permesso di girare al Colle, ma non ce l’hanno dato». Così alla Reggia della Venaria, ugualmente suggestiva e imponente, la storia del brav’uomo che sale al potere e non si fa corrompere sta prendendo corpo giorno dopo giorno: «Le location sono eccezionali - racconta Bisio - abbiamo girato anche a Palazzo Carignano, sul baldacchino che dicono sia stato di Cavour...». Quasi quasi viene voglia di essere Capo dello Stato, almeno per un giorno: «Premesso - riflette l’attore - che non credo si possa riuscire a fare meglio di quello che ha fatto finora il Presidente Napolitano, la prima cosa che farei, se mi dovessi ritrovare nei suoi panni, è adoperarmi per far cambiare radicalmente la legge elettorale». 

 

Prodotto da Indigo Film e Raicinema in collaborazione con la Fip e con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, Benvenuto Presidente! è costato 4 milioni di euro e sarà pronto in primavera. Ci saranno riprese anche a Palazzo Reale, all’Archivio di Stato e a Sause di Cesano, paese del Piemonte da cui proviene il protagonista.  

 

Del cast fanno parte Beppe Fiorello, Remo Girone, Omero Antonutti, Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Gianni Cavina e Stefania Sandrelli nella parte della madre di Kasia Smutniak: «Scelgo i ruoli in base alla curiosità - racconta la giovane attrice dosando bene le parole -. Sono attratta dalle cose nuove, che non ho mai affrontato, che mi assomigliano meno, e soprattutto se c’è una storia per cui vale la pena impegnare qualche mese della mia vita. Dove vedo difficoltà, allora mi butto». Finora i registi l’hanno voluta spesso per ruoli drammatici, apparizioni eteree: «Io invece mi sento un tipo solare, di commedie non ne ho fatte molte, non so bene perché».