'Benvenuti al Nord'
Sette

Tutti al Nord

Testata
Sette
Data
19 gennaio 2012
Firma
Stefania Ulivi
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In questo caso il confronto non è più con l'originale francese, ma con la più classica delle situazioni della comicità italiana “lost in translation”. L'archetipo sono Toto e Peppino con colbacco e cappottone: ‘Nojo vulevan savuar…’. Oppure Massimo Troisi che risale la Penisola, luca Miniero, regista del fortunatissimo Benvenuti al Sud, non è uno sprovveduto e dunque. Assicura, prima di misurarsi con cotanti modelli ci ha pensato bene. A dirla tutta, girare il secondo capitolo - Benvenuti al Nord - non è stata una scelta facile. ‘La cinematografia Usa si basa su sequel e remake, da noi c'è più diffidenza. Ma nel caso di Alberto e Mattia (Claudio Bisio e Alessandro Siani. ndr) c'era lo spazio perchè i personaggi continuassero a vivere. La gente ce lo chiedeva ’. Non avendo un canovaccio cui attenersi (ma sempre con il benestare di Danny Boon. il creatore dell'originale Bienvenue les ch'tis), lui e Fabio Bonifacci hanno potuto spaziare. ‘Spostare i meridionali al Nord fa sempre ridere, dice il regista (ogni riferimento al fatto che lui da anni si sia spostato centinaia di chilometri più in su del Vesuvio è probabilmente casuale). Dunque è Mattia, questa volta, che deve trasferirsi in Lombardia, lo fa per questioni familiari: ormai è un padre e la sua donna (Valentina I.odovini, Maria) si aspetta da lui un po' di sostanza. Anche la moglie di Bisio (Angela Finocchiaro, Silvia) ha qualcosa più di un contenzioso aperto con il marito.

Le due donne, Lodovini e Finocchiaro, sanno bene che, per quanto si diano da fare, il cuore della storia è nella relazione di un 'altra coppia, Bisio-Siani. Però ci hanno messo lo stesso il cuore. “Maria”, spiega Valentina Lodovini, “é il motore di tutto in questo secondo capitolo: è una madre che cerca concretezza. È lei che spinge Mattia ad agire: è stufa della sua immaturità. Non volevo però che risultasse la moglie isterica, volevo che mantenesse la

sua leggerezza”. Con Benvenuti al Sud (BAS, d'ora in poi) ha un rapportO particolare: le ha regalato la notorietà e un David di Donatello.”Sento la responsabilità di non deludere attese”.

 

UNA SPALLATA ALLA POLITICA

Angela Finocchiaro rassicura i fan: le Rondinelle, anche se solo di passaggio, tornano anche in BAN. “Sarete felici di sapere che il malcapitato è sempre Bisio”, scherza. Per lei l'impegno è stato doppio. Oltre alla moglie, interpreta anche la suocera di Alberto, Erminia. Un invito a nozze la suocera di Bisio, o no? “Ovviamente si. Per lei Lodi è gia Sud, da Porta Romana inizia la terra sconosciuta, off limits. Luca Miniero è uno che sa giocare con le esagerazioni. Da napoletano trova facilmente aspetti su cui spingere in modo esilarante”. Uno dei più divertenti, racconta, “sembrava un'opera di Pop Art: una gigantesca moka da un metro e mezzo che scende dal treno”. Anche la sua Erminia non è proprio misurata: “Una magnifica ottantenne, vispa e per niente arresa”. Il successo del film, invece, dice Finocchiaro, è frutto di un equilibrio: “Penso che la gente si sia divertita a ridere dei propri pregiudizi con una commedia che ha unito. Non vorrei esagerare, ma io l'ho visto anche come un modo di dare una spallata alla politica”. L'attrice ha un solo rimpianto. “Il cuore del film, lo sappiamo bene noi che interpretiamo le mogli, è la coppia comica maschile Bisio-Siani. Sarebbe bello se i produttori avessero più coraggio nell'affidare la centralità comica alle donne. Per fortuna la Cortellesi ha dimostrato che anche al cinema si può fare”. La strana coppia Alberto Mattia, dunque. Miniero anticipa: “Li ho fatti anche finire a letto insieme. Al di là della provenienza geografica, loro sono veramente complementari: Siani è meno solare di quel che sembra, Claudio più terrone”. Alessandro Siani concorda: “E’ vero. Lui è più napoletano di me nella vita, è un casinista, gesticola, si agita, io sono più riflessivo. Così come certi preconcetti sul Nord, freddo inospitale, sono da sfatare. L'unica cosa veramente problematica per un napoletano a Milano è il sushi. E’ come l'acqua corrente, come la pizza a Napoli: onnipresente». Inutile chiedere se lo mangia: “No, è la pizza che al sushi è incompatibile”. Ci aveva scritto un libro, tempo fa, sui napoletani al Nord. “La situazione classica è in ufficio: se lavori tanto sei un secchione, se lavori poco sei il solito meridionale fancazzista”. Per quello che lo riguarda la preoccupazione principale è il confronto con i grandi comici napoletani: “Un attore del Sud prima o poi si trova a interpretare il ruolo di chi va al Nord,. È un classico, il nostro Amleto. Un ruolo difficilissimo. Sullo sfondo ci sono i mostri sacri, Toto, Peppino, Troisi. Io salendo al Nord mi sana fermata all'autogrill a mangiare un panino ...”.

IL LANCIO DI UMBERTO BOSSI

 

Biso il ‘terrone’ si riconosce abbastanza nel ritratto di Siani e Miniero. “Però chiariamo, va bene tutto, ma in certi momenti quando loro due sul set attaccavano a chiacchierare, io urlavo che volevo l'interprete”. Il suo riferimento comico, comunque, non sono stati Totò e Peppino. “La situazione di Alberto e Mattia è un po' da strana coppia, la convivenza è il cuore del film”. Come gli altri, Bisio non è stato subito convinto dall’dea del bis: “Un sequel di remake, insomma viene l’orticaria solo a dirlo. All'inizio era chiaro che la voglia di fare ancora un giro insieme c'era, abbiamo lavorato a tre o quattro soggetti che stanno nel cassetto (e chissa?). Poi, dopo diverse stesure, Luca e Fabio hanno trovato l’equilibrio giusto. Dany Boon ha controllata tutto. Se fossi un francese, ora guarderei con attenzione il risultato. Il remake di un sequel di un remake non sarebbe sublime?”. Il film prodotto da Cattleya è distribuito da Magnolia, esce in 800 copie. “L’altra volta Bossi con la battuta SPQR (aeronimo di Senatus Populisque lRomanus) ‘sono porci questi romani’, ci diede un grande aiuto al lancio”, ricorda Bisio “Non escludo che anche questa volta un aiutino arrivi ...”.