DOPPIO MISTO
Zoe Magazine

LA COPPIA CLAUDIO BISIO E SANDRA BONZI si racconta in un' Autobiografia non autorizzata"

Testata
Zoe Magazine
Data
1 dicembre 2009
Firma
Rossana Campisi
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Immagine dell'articolo su Zoe Magazine
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Non sarebbe proprio il caso di iniziare con una citazione un pezzo che vuole segnalare un libro intelligente e riportare un'intervista bizzarra. Troppa roba. Eppure quello sfortunato di Oscar Wilde qualcosa l'aveva azzeccata: La base logica del matrimonio è un malinteso reciproco.
Non che la chiarezza sia la chiave di accesso ad ogni tipo di felicità: Wilde manda in aria tutto (figlie comprese) perchè non può più soffocare la sua omosessualità. Ma non è questo il punto: in contesti anche più ortodossi la conoscenza tra marito e moglie è solo l'occasione per scoprire un'antica (e insolubile) distanza. E adesso ecco un'altra citazione per segnalare il nuovo romanzo di Andrew Sean Greer (Adelphi, 18 euro): La storia di un matrimonio. «Crediamo tutti di conoscere la persona che amiarno. Nostro marito, nostra moglie. E li conosciamo davvero, anzi a volte siamo loro: a una festa, divisi in mezzo alla gente, ci troviamo a esprimere le loro opinioni, i loro gusti in futto di libri e di cucina, a raccontare episodi che non sono nostri, ma loro. Li osserviamo quando parlano e quando guidano, notiamo come si vestono e come intingono una zolletta nel caffe e la guardano mentre da bianca diventa marrone, per poi soddisfatti, lasciarla cadere nella tazza. Io osservavo la zolletta di mio marito tutte la mattine: ero una moglie attenta. Crediamo di conoscerli, di amarli. Ma ciò che amiamo si rivela una traduzione scadente di una lingua che conosciamo appena. Risalire all'originale è impossibile. E pur avendo visto tutto quello che c'era da vedere, che cosa abbiamo capito?». Inizia così una trama che ci sorprende mentre seguiamo i pensieri della protagonista, Pearlie Ash, moglie e madre. Una storia che toglie il fiato (e un po' di certezze di terracotta). Gli eventi sono quelli di sei mesi di matrimonio (siamo nel 1953) e tanti bastano per svelare il sommerso di due vite illuse di essersi incontrate. L'incipit del matrimonio somiglia a uno come tanti. La conclusione potrebbe essere quella di altrettante nozze: salvo che nella realtà epiloghi come questo vengono soffocati nelle pieghe delle abituclini e del coraggio che manca. E quindi meno male che esiste la letteratura: meglio di una psiconalisi intrapresa dopo il primo attacco di panico e meglio di un'amica trentennale che non ha ancora capito un'acca di te.
Prima di interrompere una recensione che vuole solo invitare alla lettura, un'ultima citazione. Sono le parole di Pearlie: «Noi mogli siamo esseri territoriali. Non soltanto con nostro marito, i nostri figli e la nostra casa, ma anche coi dolori del passato. Come i soldati cinesi murati nei bastioni perche i loro fantasmi diventassero sentinelle eterne, così noi siamo destinate a proteggere il passato, anche se non possiamo fare altro che gemere e agitare le nostre catene». A proposito di mogli, ce ne sono alcune come Sandra Bonzi che di vere conclusioni invece non ne sanno trarre. Sono in campo e giocano ogni giomo una partita diversa: Doppio misto è il titolo dell' autobiografia di coppia non autorizzata (e questo è il sottotitolo). Gli autori sono due, Claudio Bisio e la moglie Sandra Bonzi. Abbiamo fatto qualche domanda a lei dopo avere scoperto che si ricorda tutti gli anniversari proprio come lui memorizza tutte le informazioni del Milan (festeggiare gli anniversari poi è piccolo-borghese, per lui. Sì ma allora perche, lui si ricorda pure che tempo faceva quel giomo?). Ruoli di una commedia sempre uguale. Chissà, eppure loro non sono una coppia come tante. Quando vi siete conosciuti?
«Sedici anni fa a Boario Terme. Eravamo per lavoro al Com&Com Film Festival. Io mi sono incuriosita e lui pure. Cinque anni fa ci siamo sposati ma avevamo già due figIi e un po' di anni di convivenza.»
Cosa ti ricordi del matrimonio?
«Quando I'abbiamo deciso, ho pensato: "Stai a vedere che questa roba ora ci porta sfiga?!". E sì, ci siamo sposati solo perchè in Italia le coppie di fatto non hanno di fatto diritti. E’ stato un passaggio necessario ma anche un rito che come tale ha sempre una sua forza. Abbiamo organizzato tutto in 20 giorni e molti parenti con un tale preavviso e in una data come quella del 23 agosto - non sono potuti venire. E’ stata una festa piccola, tutta nostra.»
Cosa non ti aspettavi?
«Che gli altri ci vedessero con altri occhi quando poi ci siamo sposati. Tra di noi non è cambiato nulla, perchè la coppia c'è o non c'è al di là del matrimonio. Poi in realtà la vera differenza la fa l’arrivo di un figlio. Il rischio della convivenza è di fallire sulle cretinate: rotolo di carta igienica che non sostituisci. O robe così. In realtà avevo già vissuto con amiche e sapevo cosa significasse praticamente condividere una casa. Anche se certo, con Claudio è stata un'invasione della casa irruenta: lui è uno di quelli che non butta via nulla. Abbiamo tutti i suoi appunti universitari e ce li pottiamo dietro ad ogni trasloco.»
Un consiglio?
«Sposarsi con i figli grandi. Alice aveva 7 anni e Federico 5 anni: loro erano i più emozionati. Alice era solo un po' delusa perchè non avevo il vestito bianco.»
Ma i figli non vi hanno mai chiesto spiegazioni?
«Durante le scuole materne hanno iniziato a farci qualche domanda. E noi abbiamo semplicemente spiegato che eravamo una mamma e un papà normalissimi»
Si rimane mondi paralleli?
«In un certo senso sì perchè siamo esseri unici e irripetibili. Per dirti, Claudio per me è indinspensabile come l'aria rna allo stesso tempo è un essere autonomo così come lo sono io. Credo che il nostro stile di vita sia la nostra fortuna e la nostra dannazione: uno dei due si sposta spesso per lavoro. L'assenza, oltre a pesare, credo che ci salvi»
Quello che nessuno sa prima di sposarsi.
«Una persona la conosci solo vivendoci e quando ci costruisci un progetto insiemc: vacanze di due mesi non servono a nienre. Ecco perchè un po' di convivenza prima dell'altare farebbe bene a tutti»
Il tuo segreto?
«Non c'e. Si va a tentoni: io e lui siamo del tutto impreparati. Anzi se c'e qualcuno che che ne ha uno, lo ringrazio. Forse però avrei questo: l'ironia. Eccome, I'ironia serve. E di questo il maestro è Claudio: io, della coppia, sono la meno leggera.»
Divorzieresti solo se…
«Se si interrompesse un rapporto d'amore: non so se sarei in grade di vivere da separati in casa.»
Le coppie di oggi. «Il matrimonio è cambiato: vedo una gran difficoltà dei glovani a comprare casa, trovare lavoro. Riuscire banalmente a vivere insieme. E poi quando ci si incontra c'è questa pulsione all'autorealizzazione: non dico che va male, rna l'esasperazione dell'individualismo non facilita certo. Per star bene due persone devono essere soddisfatte rna devono anche saper cedere tempo e spazio. Del resto, ci sono anche i momenti della vita: a 20 anni devi capire qual e la tua strada, a 30 magari non solo quello.»
Perchè questo libro?
«Ci siamo rittovati casualmente a scrivere email con tono ironico. Abbiamo scelto dei personaggi a cui confidare pensieri che nella vita non riuscivamo a dire. Eravamo distanti e abbiamo ricreato anche una distanza fittizia con questi amici imrnaginari. Lui era in tournèe. Per comunicare abbiamo iniziato questo diario con provocazioni e toni un po’ sopra le righe che potevano finire lì. Invece ci siamo divertiti e abbiamo continuato. Un giorno le abbiamo stampate: erano una settantina di pagine, ci sono piaciuto»