DOPPIO MISTO
La gazzetta dello sport

TUTTO BISIO«ADESSO MI MANCA SOLO LA CHITARRA»

In tv, al cinema e anche in libreria: il comico di «Zelig» ha successo ovunque. «Perché sono sincero»

Testata
La gazzetta dello sport
Data
4 dicembre 2008
Firma
Marco Pastonesi
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Da piccolo, quando era all’asilo, voleva fare il pagliaccio. Poi il centravanti, il ministro, l'apicoltore... «Adesso dice il giro si è concluso: pagliaccio».. Non c'è mai stato tanto Claudio Bisio come adesso: dovunque.

In tv?
«Appena registrata l'ultima puntata di Zelig. Con Jovanotti, Sabrina Ferilli. Michelle Hunziker e Fabio De Luigi, e Aldo Giovanni e Giacomo per la prima volta ospiti. Non è televisione, ma teatro, cabaret, varietà. Che mi continua a emozionare e divertire»
A teatro?
«Un lavoro di Giorgio Gaber, incompiuto ed inedito. Sei monologhi, uno per decennio, dagli Anni 40 in poi, dove lui, cioè io, insomma abbiamo sempre 25 anni. Si parla di partigiani, Topolino, droga…è un testo grezzo, quasi una traccia. Gaber mi ha sempre affascinato, anche quando mi faceva incazzare. Era uno che più che unire,divideva. Due soli spettacoli, il 12 a Milano e il 13 a Genova.»
E il cinema?
«Sono orgoglioso di “Si può fare”. Mia Mia madre mi ha fatto il più bel complimento; "E’ la prima volta che, guardandolo, mi sono dimenticata di te".»
Anche un libro.
«“Doppio misto” cioè io e Sandra, che poi è mia moglie e la mamma dei nostri due bambini. E’ cominciata da una sua e-mail, è proseguita con una mia, è andata avanti anche tornando indietro nel tempo, ed è finita più come un romanzo che non come un’autobiografia di coppia, anche se il sottotitolo recita così. E’ uno slalom parallelo letterario.»
Perfino un cd.
«Dal libro “Il mio dio è ateo”, parole di Giorgio Terruzzi, la voce è mia. Qui si tratta di grandi temi, ci si confessa, però si ride»
Che cosa le manca di fare, a questo punto?
«Suonare uno strumento. Un po' di piano, un pò di chitarra. Adesso sto provando con la batteria.»
Si è chiesto perché piace cosi tanto al pubblico?
«Forse perché dico quello che penso davvero, Sempre. An¬che stavolta, adesso, qui»