DOPPIO MISTO
Alto Adige

«I VIURSTEL, I FIGLI E LA TV» BISIO, DIARIO DI COPPIA CON LA MOGLIE BOLZANINA

Testata
Alto Adige
Data
30 novembre 2008
Firma
Francesca Gonzato
Immagini
Immagine dell'articolo su Alto Adige
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BOLZANO. Lei ha lasciato Bolzano per studiare a Milano e si è fermata. Lui la accompagna in città per trovare la famiglia e ordina “viusterl” facendo rabbrividire i camerieri. Sandra e Claudio Bisio, sposati da cinque anni, fianco a fianco da quindici, due figli, hanno fatto della loro storia un libro “Doppio misto-Autobiografia di coppia non autorizzata” (Feltrinelli). Giornalista, Sandra Bonzi, racconta di questo diario, del matrimonio, delle strategie per continuare a ridere insieme, del calendario regolato sulle tournèe e gli impegni tra set e studio dell’attore, di Bolzano.

Della sua città Sandra Bonzi racconta: “è tanto cambiata dalla mia giovinezza, ma l’occasione per diventare vero laboratorio della convivenza ed esempio per l’Europa, temo l’abbia persa.”
“Doppio misto" è scritto come un diario a due mani, lui e lei dall’inizio dell’amore a oggi, più le lettere di alcuni amici testimoni. E veramente - racconta Sandra Bonzi - le parti al femminile sono opera sua e quelle al maschile sono state scritte dal marito. Così Sandra racconta per lettera a un amico il primo incontro in un locale milanese con colui che sarebbe diventato il padre dei suoi figli e un divo della comicità: “Ho scoperto che parla tantissimo (un vero logorroico), vive ancora con i suoi (aiuto!), è iscritto ad Agraria (fuori corso, I presume), vorrebbe fare l’attore (no comment)”.
I nomi sono i vostri, ma quanto raccontate è avvenuto veramente?
“Nel libro non c’è nulla di falso, mi sento di dire, ma quasi nulla corrisponde a verità, nel senso che le cose sono accadute veramente magari non in quel momento e non in quel contesto. Ad esempio si racconta che ci siamo sposati quando aspettavo la bambina, invece c’erano già entrambi i bambini”
E’ vero che non avevate progettato di scrivere un libro, ma è nato tutto da una mail?
“Sì, durante una delle tournèe di Claudio, quando era lontano per mesi: il nostro matrimonio è impostato così: lunghi periodi in cui conduciamo vite diverse, lui immerso nei suoi progetti, io incaricata della routine di figli e casa. In quei momenti aspetti di poterti sentire per telefono, ma non sempre va bene, io sto cucinando, lui è in viaggio. Dopo una telefonata finita particolarmente male, gli ho inviato una mail in forma di diario in cui raccontavo alcune cose esasperandole. Poteva finire lì, invece due giorni dopo mi ha risposto e abbiamo continuato”
Quindici anni di coppia e riuscire a inventarsi un modo per giocare insieme. Invidiabile.
“Il suo lavoro presenta svantaggi, ma ci ha permesso di mantenere la voglia di ritrovarci”
Torna a casa da Zelig e riesce a farla ridere?
"Si, con lui rido. Non è un pagliaccio, per fortuna. Mi fa impressione quando qualcuno mi dice "ti farai risate dalla mattina alla sera". Per fortuna no. Come tutti i comici, ha un approccio alla vita di spalle. Ridi perchè riconosci una situazione affrontata con una prospettiva diversa. Il mio carattere è diverso, l'ironia me la sono fatta venire e nella vita a due è molto raccomandata”.
Quando ha lasciato Bolzano?
"Dopo la maturità all’Itc Battisti e ho scelto Milano per l’ Università. Mi interessava la scrittura e il giornalismo e sapevo che quello era il posto giusto. Poi sono un’appassionata di cinema e l’assenza di sale a Bolzano mi faceva soffrire”
Siamo sempre lì ad aspettare la multisala.
“Dopo gli anni Settanta-Ottanta Bolzano è molto cambiata. Ha trovato una sua vocazione per l’arte con il Museion, bellissimo, è nata l’università. Per me all’epoca è stato il passaggio da una provincia molto speciale a una metropoli”
Nel libro Claudio Bisio la definisce “mezza tedesca”.
“Sono una mistilingue molto fiera delle mie radici. Da parte di nonna siamo tedeschi. Torno spesso e mi dispiace che nonostante i cambiamenti, l’Alto Adige resti una terra dalle mille possibilità non sfruttate. Potevamo diventare un esempio europeo di terra che riesce ad unire due culture molto diverse, ma temo che la nostra sia una convivenza basata soprattutto su una grande fortuna economica.”
Lei torna a Bolzano e ritrova la solita discussione su toponomastica e monumenti?
“Sì ma incontro anche belle novità, come la mia nipotina che in prima elementare ha metà delle ore in italiano e metà in tedesco. Finalmente. Dovevano iniziare almeno vent’anni fa”
Si fa, ma senza che si sappia troppo in giro e guai a parlare di immersione.
“Temo che la cecità politica dell’una e dell’altra parte non ci abbia aiutato”.