Amore, Bugie e Calcetto
Primissima

Amore bugie e calcetto

Testata
Primissima
Data
4 aprile 2008
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SETTE AMICI SI INCONTRANO OGNI SETTIMANA SUL CAMPO DI CALCETTO. INCROCIANDO IL DESTINO DELLA SQUADRA CON LE LORO ESPERIENZE SENTIMENTALI. TANTO CHE IL MISTER, PIÙ CHE DI SCHEMI DOVRÀ OCCUPARSI DI CUORI. IL CALCETTO COME METAFORA DELL'ESISTENZA?

La vita di Vittorio (Bisio) è un pressing asfissiante. "Rgazzo cinquantenne", sempre diviso tra affari di cuore e lavoro, con l'obbligo di segnare in campo e in camera da letto con la giovanissima amante Viola (Mastalli), aspirante attrice un tempo oggetto del desiderio di suo figlio. Sarà però l'ex moglie Diana (Finocchiaro), brillante cardiologa, a rimetterlo in sesto quando un lieve malore ne svelerà i segreti. Lete (Nigro) è un mediano generoso, che vive correndo: in campo, sul lavoro e a casa. Il suo matrimonio con Silvia (Pandolfi) dopo 12 anni è alle corde. I figli hanno il sopravvento sulle esigenze di coppia, i problemi si moltiplicano finché Lete capisce che l'equilibrio familiare sta per saltare e tenta una strada innovativa: fare lui il casalingo. Adam (Bosca) ha 26 anni, gioca in porta e vive in difesa, combattuto tra la paura di assomigliare al padre Vittorio e la certezza di avere ereditato tutta la sua esuberanza. Piero (De Rosa) è ossessionato dagli schemi e pianifica al dettaglio la sua vita presente e futura e quella della fidanzata Martina (Rocco), la migliore amica di Viola. Presto però si accorgerà che non tutti gli imprevisti possono essere dribblati, soprattutto quando è un'inaspettata paternità a scendere in campo. Filippo (Sermonti) è un giovane rampante, cinico e senza pietà, che punta alle caviglie e poi tende la mano dicendo "scusa volevo prendere la palla". Il Venezia (Mazzotta), è un operaio della ditta di Vittorio: avaro di parole, ma dotato di notevole sagacia. Infine c'è Mina (Giuseppe Battiston), giornalista divorziato ed ex giocatore tabagista. Il Mina è il panchinaro con lo slancio del vincente che entra solo a tirare le punizioni: ma sono bombe devastanti, come le sue frasi secche e definitive che ne fanno la guida spirituale del gruppo.

Un film corale, che incrocia le vicende sentimentali di un gruppo di sette uomini che si incontrano ogni settimana per la rituale partita di calcetto. "Abbiamo raccontato le difficoltà di tre diverse generazioni nel trovare il proprio ruolo nella società, con un desiderio di realismo, e anche un po' di sano ottimismo" racconta il regista Luca Lucini. Il film è una metafora calcistica della vita molto attuale, con persone fuori ruolo sul campo e nel vivere di tutti i giorni, che il regista analizza così: "il concetto che gli anziani ad un certo punto è meglio si facciano da parte per lasciare spazio ai giovani trovo sia più che mai attuale in ogni campo del nostro paese, e per campo non intendo questa volta il calcio, ma la poli¬tica, l'università, l'imprenditoria e forse anche il cinema e lo spettacolo”. Il tutto con i toni della commedia e con un cast da serie A.