I bambini sono di sinistra
la Repubblica

Claudio Bisio “D’accordo, sono un divo tv ma vorrei tanto scendere”

Incontro con il presentatore di Zelig che annuncia una reunion con Paolo Rossi e Bebo Storti per “Comedians”, lo show firmato 20 anni fa da Salvatores

Testata
la Repubblica
Data
6 aprile 2005
Firma
Anna Bandettini
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L’aria è sempre quella del giovanotto entusiasta e pieno di curiosità, solo un po’ più allarmato perché i figli diventano grandi, gli anni aumentano e quest’anno sono 48. Ma è chiaro che Claudio Bisio non è più quello di dieci anni fa quando improvvisava non–sense con l’amico Rocco Tanica e canzonava Nonna Papera nei teatrini dl Milano. Adesso per strada la gente lo ferma, “ciao Bisius”, gli dà del tu, si aspetta la battuta... Nove anni di Zelig in tv, tre in prima serata (la penultima dopodomani su Canale 5 potrebbe saltare per i funerali del papa ma sarà recuperata) ne hanno fatto un divo. E se anche il suo talento comico è meno emozionante di un tempo, 9 milioni di spettatori e 35.5 di share come media mettono a tacere tutto. Anche i dubbi. «Farò Zelig anche l’anno prossimo – annuncia infatti Bisio – Col successo, è vero, ti fai delle domande: stancherò? Finirà? Passerà tutto? Ma io mi sto preparando». Facendo molte altre cose: venerdì esce in libreria il cofanetto Einaudi, testo e dvd dello spettacolo I bambini sono disinistra, quest’estate c’è il nuovo film a nove anni dall’ultimo, in autunno ancora teatro e si favoleggia una ripresa di Comedians. «Quest’anno – dice – sono vent’anni dallo spettacolo che facemmo con Gabriele Salvatores all’Elfo, quello che decretò il nuovo cabaret milanese: Paolo Rossi, Antonio Catania, Bebo Storti, Orlando, io... Abbiamo pensato di reincontrarci. Non ora. Adesso siamo tutti occupati. Ma il ventennale vale tutto l’anno quindi...».

Rifareste una serata tutti assieme?
«Giacché ci ritroviamo, potrebbe non essere per una sola sera, magari per qualcosa di più. A me piacerebbe. Perché, vede, io sono il primo a volermi smarcare dalla tv. Da quando faccio Zelig di proposte ne ho avute a bizzeffe e se guardo i guadagni, mi dico “porca miseria”... Ma io non invidio Bonolis. Invidio Castellitto, Bentivoglio. Le mie radici sono teatrali, non nazionaltelevisive. Della popolarità tv è giusto prendere le cose positive. Cosa? Che adesso posso alzare la cornetta chiamare, che so? La Medusa e essere ascoltato, mentre anni fa ai tempi del mio film, Asini, dovevo sempre spiegare chi ero e cosa avevo fatto. Adesso se si sa in giro che io ho un’idea magari litigano per averla».

Che idea?
«Per esempio il film. Sono due anni e mezzo che ci penso. Ora dovrebbe andare in porto, per il febbraio 2006, con la produzione della Colorado. E’ tratto dal romanzo di Sandrone Dazieri La cura del gorilla e così si intitolerà. Rispetto a Asini qui sarò solo l’interprete, il protagonista, un gorilla, cioè un buttafuori dalla personalità sdoppiata. La regia è di Carlo Sigon. Dovremmo girare a Milano, dove la storia è ambientata, dall’estate. in tempo per fare poi anche teatro. A ottobre torno al Piccolo».

Ci sono novità?
«Forse riprendo I bambini sono di sinistra, ma c’è anche un’altra ipotesi con Giorgio Gallione, il mio regista: un monologo che Pennac mi ha regalato, Grazie. Il protagonista ha 60 anni, ma Pennac si è detto pronto a rimetterci le mani. Potrei abbinarlo al Signor Malaussène l’altro mio Pennac del ‘97 che ho ancora in repertorio».

E a Zelig vede novità per l’anno prossimo?
«So che anche Vanessa Incontrada ci sarà. Con Gino e Michele, con Giancarlo Bozzo, con Roberto Bosatra non abbiamo ancora parlato di niente. Io vorrei fare un passo indietro. Per le puntate in seconda serata vedrei un ricambio. Forest per esempio, che è bravissimo. O Manera, Raul Cremona. Quanto alla prima serata, Zelig resta uno dei pochi show con un pubblico vero e dove 9 milioni di persone possono ascoltare un monologo di Gaber come nella prossima puntata. Quindi c’è poco da cambiare anche se non per noiosa nostalgia sento un po’ la mancanza delle origini, il rapporto con comici come i Pali e dispari e Ale e Franz, il clima Monty Python, un po’ più di casino...».

Ma quando si riposa?
«Mi piace mettere in campo cose. L’ultima che mi sono inventato è un mio blog, www.claudiobisio.it. L’ho fatto proprio io. Ci metterò canzoni, pezzi di teatro scaricabili. Poi spero mi scrivano. L’ho fatto così, per lanciare un sasso nella rete e vedere cosa mi torna indietro Magari solo uno che mi dice “Bisio sei pelato”».

Tutto cominciò con Troisi

Einaudi Stile libero Video festeggia con I bambini sono di sinistra di Claudio Bisio il suo 40esimo titolo. La collana nacque in seguito al successo straordinario del video de La Smorfia di Arena, De Caro e Massimo Troisi, uscito nel 1999. In seguilo la collana ha precisato il suo progetto su 3 filoni: la grande comicità, con i video di Antonio Albanese, Sabina Guzzanti, Gigi Proietti, Roberto Benigni, Totò e Peppino, Max Tortora; il teatro e la narrazione civile, con i video di Marco Paolini, Moni Ovadia, Dario Fo, Carlo Lucarelli, Alessandro Baricco; i cantautori, con video di De André, Guccini, Gaber, Vecchioni, Conte, Battiato, de Gregori.
Sono in preparazione i video di Enzo Jannacci e quello sugli Album di Marco Paolini.

IL BRANO

Io, in fondo, checché ne dica mia figlia, sono di sinistra. Sono sempre stato di sinistra.
Nato in via Fratelli Rosselli, la prima casa a sinistra della prima strada a sinistra venendo da corso Matteotti, che resta il corso meno di destra di tutta la circonvallazione.
Prima elementare: primo banco a sinistra. Prima media: ultimo banco a sinistra. Prima liceo: a sinistra, primo bar dopo la scuola, quello col biliardo. Precoce, come tutti i veri rivoluzionari.

Ho imparato a scrivere prestissimo, molto prima di imparare a leggere. Difatti scrivevo, poi leggevo e mi chiedevo: “Ma che cazzo ho scritto?".

Scrivevo con la sinistra. Mi hanno corretto dopo. Reazionari.